Pompeo Forgione è nato a Benevento nel 1957, si è diplomato all’accademia di Belle Arti di Roma nel 1980. Oggi vive a Milano dove è titolare della cattedra di Discipline Plastiche al Liceo Artistico di Brera. Nel 1981 inizia ad esporre a Napoli con una collettiva e poi una personale. Svolge questa attività in modo professionale e con l’urgenza della scoperta a tutto campo, specie con forti rapporti tedeschi. Espone in città italiane ed estere (Roma, Napoli, la Triennale Bovisa di Milano, Palazzo Paolo V e Museo Arcos (Benevento), Firenze, Monreale, Torino/Biennale di Venezia, Teglio, Palazzo Pirola (Gorgonzola), Palazzo Bocconi (MI), Museo Grimaldi (CS), Museo Civico Castelmagno a San Bartolomeo in Galdo (BN), Monaco di Baviera, Dusseldorf, Colonia, Berlino, Basilea ecc.) con personali (nel 1986 nella Galleria Thomas di Monaco di Baviera; è presente alla fiera d’arte di Basilea nel 1986 e 1987) e rassegne collettive di peso con importanti esponenti dell’ arte moderna e contemporanea : Allen, Anzingher, Basquiat, Christian, Disler, Gauerke, Hacher, Hampel, Haring, Ikemura, Jetelova, Kumrow, Macdonald, deMaria, Meyer, Mira, Oroschkoff, Paladino, dePalma, Penck, Salomè, Schwarz, Sevilla, Tatafiore, Wawrin, Zimmer (vedi catalogo IM A 11 Galerie Thomas 1988 ). Illustri critici hanno scritto del suo lavoro su quotidiani,cataloghi e riviste d’arte, tra cui Giorgio Verzotti, Carlo Franza, Michele Buonomo, Guido Giuffrè, Giuseppe Manigrasso, Lorenza Trucchi, Antonio Petrilli, Elio Grazioli, Mimma Pasqua, Maria Rosa Pividori, Von Raineir Wanzelius, Horst Mùller, Diego Palma , F.Fabris, Alessia Locatelli ecc. Oggi Pompeo Forgione tronca le discussioni sulle intenzioni e i messaggi dell’arte e impone allo spettatore un linguaggio il più possibile formale nel descrivere la fenomenologia. Definita dal critico d’arte Carlo Franzal’altramodernità”.Nel testo del catalogo “Bei Thomas” della galleria Thomas di monaco di Baviera, Giorgio Verzotti, scriveva: “[…] nelle opere su carta o su tela libera, nei disegni o nei collages, l’artista esprime forza, delinea con forza sagome precise, risolute e pienamente risolte, che solo con una certa forzatura possono essere assegnate a un significato univoco e pacificato.